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Pensione Anticipata, i requisiti

La pensione anticipata è il trattamento previdenziale che può essere conseguito a prescindere dall’età anagrafica dai lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria.

A decorrere dal 1° maggio 2017 l’articolo 1, co. 199 della legge 232/2016 ha introdotto una riduzione del requisito contributivo a 41 anni (sempre a prescindere dall’età anagrafica del lavoratore) sia per gli uomini che per le donne che abbiano svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età e che si trovino in alcuni specifici profili meritevoli di una particolare tutela (disoccupati a seguito di licenziamento, parenti che assistono disabili, addetti a lavori usuranti, addetti a lavori gravosi).

Oltre alla possibilità di avere riconosciuta la pensione con i requisiti sopra descritti, chi è nel sistema contributivo, può ottenere la pensione anticipata, al compimento di 63 anni, a condizione che risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” e che l’ammontare della prima rata di pensione risulti non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale (circa 1.255 euro al mese per il 2017).

La pensione anticipata è una misura prevista in forma sperimentale e sarà offerta in due diverse forme: agevolata e volontaria a seconda della situazione del lavoratore.

Agevolata: sarà interamente finanziata dallo Stato entro un massimo di 1.500 euro lordi al mese, a vantaggio solo di alcune categorie di lavoratori meritevoli di una particolare tutela (disoccupati, invalidi, chi assiste disabili e addetti  a lavori gravosi) e pertanto non avrà alcun effetto sulla pensione finale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Volontaria: sarà riconosciuto, invece, a tutti i lavoratori ma sarà erogato tramite il sistema bancario ed assicurativo sotto forma di prestito che dovrà essere restituito dal lavoratore una volta in pensione per i successivi 20 anni con un prelievo operato direttamente dall’Inps. Nei loro confronti lo Stato coprirà il 50% del costo del premio assicurativo e degli interessi annui attraverso una detrazione fiscale.

l’Ape volontaria può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Lavori gravosi 

Ecco l’elenco degli 11 mestieri ritenuti gravosi:

  • addetti alla concia di pelli e pellicce;
  • addetti ai servizi di pulizia;
  • addetti spostamento merci e/o facchini;
  • conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
  • conducenti treni e personale viaggiante in genere;
  • guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  • infermieri o ostetriche che operano su turni;
  • maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  • operai edili o manutentori di edifici;
  • operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
  • chi cura, per professione, persone non autosufficienti.

Ai fini del conseguimento della prestazione pensionistica è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è, invece, richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Il servizio online per l’inoltro della domanda all’INPS verrà rilasciato a seguito del decreto attuativo. www.inps

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