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Colesterolo Buono e Cattivo

Il colesterolo è una molecola presente nel sangue, in gran parte prodotta dall’organismo e in minima parte introdotta con la dieta. Si ritrova nel sangue sotto forma di “colesterolo buono (HDL) e “colesterolo cattivo (LDL). L’eccesso di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia), in particolare di colesterolo LDL, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
Il colesterolo “cattivo” LDL può essere misurato direttamente dal laboratorio di analisi, su richiesta del medico, oppure può essere calcolato mediante una semplice formula, che i medici conoscono bene. (la formula di Friedwald).
Un aspetto da non sottovalutare (che rende il colesterolo alto così pericoloso) è il fatto che, quasi sempre, un livello elevato di LDL non si manifesta con segni o sintomi clinici evidenti.
Il controllo dei propri valori di colesterolo è quindi una buona pratica, che può essere seguita innanzitutto a tavola con la scelta di alimenti salutari.

Ecco la lista degli alimenti capaci di ridurre il livello di “colesterolo cattivo” e di favorire la formazione di quello “buono”.
Avena, olio extravergine d’oliva, fagioli, carciofo, soia (secondo uno studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition, un consumo costante di soia può aiutare a ridurre del 10-15% la quantità di colesterolo cattivo nel sangue), aglio e cipollotto, limone, frutta a guscio, mela, salmone fresco (grazie agli omega-3 contribuisce a prevenire la formazione di coaguli nel sangue).

Gli alementi non consentiti invece sono:
Grassi animali: burro, lardo, strutto, panna. Pane confezionato con burro o strutto. Frattaglie (fegato, cervello, reni, rognone, cuore). Insaccati ad elevato tenore in grassi saturi. Latte intero o condensato, yogurt intero, formaggi ad elevato tenore in grassi saturi e colesterolo. Maionese e altre salse elaborate. Superalcolici.

Avvertenze: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e non debbono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del medico, in quanto alcuni pazienti possono richiedere adattamenti della dieta sulla base della situazione clinica individuale.

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